L’Opera Giunge al Santuario della Madonna del Soccorso

dalla cronaca …

24 maggio 1960

Figliuoli e sorelle vanno in pellegrinaggio alla Madonna del Soccorso. Dirige il pellegrinaggio il Rev. D. Costante che sul pulman dà informazioni interessanti, intercalando canti e preghiere. Il Rev. Padre ci aspetta al Santuario e la comitiva davvero devotamente sale l’erta recitando il S. Rosario, tanto da attirare l’attenzione e la compiacenza della gente che esclama: “Che bei fieu!”. La S. Messa solenne, è cantata dal Rev. Padre che appena si è visto all’arrivo. Anche gli Aspirantini di Como sono giunti quasi insieme: il battello che li ha portati da Como è in vista quando i Vallini hanno da poco incominciata la salita. Nel Santuario è convenuta altra gente pellegrina e primi sono stati i bimbi dell’asilo di Bellagio. Il Rev. Padre nel discorso al Vangelo dice la sua compiacenza di aver visto giungere quei piccoli provenienti dal paese dal quale venne all’Opera la prima Sorella Maggiore delle Ancelle, appunto Maestra d’asilo, del suo paese. Era come un richiamo della sua presenza nella solennità della giornata in cui il Rev. Padre vedeva realizzato un sogno che già dai primi tempi dell’Opera era stato caro al suo Cuore; la Rettoria di questo Santuario della Vergine affidato all’Opera. L’amore per la Madonna così intenso nell’animo del Rev. Padre, gli ha sempre fatto vedere in ciò un mezzo di onorarla e farla onorare da tante anime, in quel Santuario che, posto nel tratto più bello del lago di Como, può essere centro di una intensa spiritualità mariana. Con vivissima gioia dei figliuoli, a mezzogiorno si scende per approfittare del battello noleggiato dai Comaschi, e farvi il pranzo mentre esso fa il giro del centro-lago. L’appetito, sempre ottimo, permette tuttavia, di gustare anche allo spirito le bellezze delle sponde ridenti, mentre i panini imbottiti trovano la giusta strada, anche se gli occhi sono intenti ad altro … . il ritorno al Santuario è stimolato dal pensiero di accogliere filialmente il Vescovo diocesano che con la sua presenza renderà ancora più solenne la cerimonia dell’accensione del cero mandato dal Santo Padre. L’attesa si prolunga un poco, ma ecco, infine, Sua Ecc. che è giunto al”ultima svolta e sosta un momento per contemplare il panorama davvero attraente da quel punto. Sul piazzale pellegrini e Aspirantini, con numeroso clero, si stringe intorno al Pastore della Diocesi, mentre tre piccoli, arrestano il Presule all’entrata del Santuario per rivolgergli parole di saluto e di ringraziamento e offrirgli con candidi fiori, una bella somma per il nuovo Seminario. In chiesa tutto un popolo di devoti, fatti più numerosi, recita con S. Eccellenza il Santo Rosario, tutti pregano con Lui la Madonna del Soccorso con la bella formula dettata da S. Ecc. Stessa, per l’occasione. La risonanza di quel mormorio devoto, sembra ripercuotersi ancora dando tutta un’intonazione nuova di preghiera e di pietà alla spiritualità del Santuario. Mons. Felice Bonomini prende poi la parola, ed espresso il suo compiacimento nell’affidare la rettoria del Santuario alla Direzione dell’Opera Divin Prigioniero, commenta ai presenti il significato dell’accensione che, fra pochi momenti si farà del cero donato dal S. padre, al Santuario. Si accenda nelle anime quella fede che va spegnendosi, si rinsaldi nei cuori la fedeltà alla Chiesa di Cristo, al Papa, tutto nella spiritualità di vita di cui questo Santuario Mariano, deve essere continua emittente. S. Ecc. ha parole ben confortanti per il cuore del Rev. Padre che è stato a lungo e penosamente provato, per permissione del Signore proprio in Diocesi. Oggi il Pastore stesso dice con compiacenza: “La nostra Opera …” Deo gratias! Scende poi su tutti la Benedizione di Gesù Sacramentato impartita dal Vescovo. Le armonie lourdiane chiudono quella funzione così commovente, così cara e indimenticabile. Assonnati, ma felici rientrano a Como e a Valle gli Aspirantini: nei cuori più viva arde la fiamma dell’amore a Maria. La storica giornata del 24 maggio 1960 è per tutta l’Opera e specialmente per il cuore del Rev. Padre, un giorno “felice” come pochi se ne incontrano nella vita sia, degli individui, che delle istituzioni. Non è stato un incontro con Maria, che è già una cosa dolcissima e l’Opera l’ha gustata tante volte nella sua breve storia perchè ben numerosi sono i Santuari che hanno visto giungere ai piedi di Maria l’Opera al completo o in parte: Lourdes, Loreto, Oropa, Caravaggio, Sacro Monte di Varese, Tirano, Madonna della Guardia, del Buon Consiglio, della Rupe e tanti altri ancora. No. Quella del 24 maggio differisce da tutte perchè negli altri incontri i figluolisono andati dalla Madre; in questo Maria stessa è venuta a prendere il suo posto di Madre, nell’Opera, quindi ha avuto inizio la sua permanenza fra noi. Quale cosa potrebbe renderci più felici?