Santuario del
divin prigioniero

Dalla prigionia all'amore

Il Santuario del Divin Prigioniero nasce da un’intuizione maturata nel campo di concentramento di Celle-lager durante la Prima Guerra Mondiale.
Don Giovanni Folci, prigioniero insieme a migliaia di soldati italiani, concepì l’idea di costruire un tempio votivo a ricordo dei morti in prigionia e in tutte le guerre.

Tornato a Valle nel 1919, Don Folci diede subito inizio alla realizzazione del progetto confidando nella Divina Provvidenza.
Il 10 luglio 1920 fu posta la prima pietra e in pochi anni sorse questo imponente Santuario, che il 30 ottobre 1942 il Vescovo Mons. Macchi proclamò solennemente Santuario Eucaristico della Valtellina. Qui i vivi pregano per i morti e i morti intercedono per i vivi, secondo il motto che riassume tutta la spiritualità del luogo.

Dalla prigionia all'amore

Il Santuario del Divin Prigioniero nasce da un’intuizione maturata nel campo di concentramento di Celle-lager durante la Prima Guerra Mondiale.
Don Giovanni Folci, prigioniero insieme a migliaia di soldati italiani, concepì l’idea di costruire un tempio votivo a ricordo dei morti in prigionia e in tutte le guerre.

Tornato a Valle nel 1919, Don Folci diede subito inizio alla realizzazione del progetto confidando nella Divina Provvidenza.
Il 10 luglio 1920 fu posta la prima pietra e in pochi anni sorse questo imponente Santuario, che il 30 ottobre 1942 il Vescovo Mons. Macchi proclamò solennemente Santuario Eucaristico della Valtellina. Qui i vivi pregano per i morti e i morti intercedono per i vivi, secondo il motto che riassume tutta la spiritualità del luogo.

Storia del santuario

La storia del Santuario inizia nelle trincee di Caporetto e nei campi di prigionia austriaci, dove Don Giovanni Folci maturò l’idea di costruire un tempio votivo per i 70.000 morti in prigionia. Il progetto, condiviso con i compagni di sventura, raccolse numerose adesioni e trovò conferma nell’udienza con Papa Benedetto XV il 23 marzo 1919.

Tornato a Valle, Don Folci iniziò immediatamente la realizzazione: la prima pietra fu posta il 10 luglio 1920 e nel 1921 l’edificio era completato nelle strutture murarie.
Il 27 settembre 1925 venne inaugurato dal Vescovo di Sassari S. Ecc.za Mons. Saba.

Gli affreschi di Nicola Arduino e le opere di Pietro Tavani arricchirono il Santuario con un ciclo pittorico ispirato al tema della prigionia attraverso episodi biblici e storici.
Il 27 settembre 1936 avvenne la consacrazione degli altari e il 30 ottobre 1942 fu proclamato Santuario Eucaristico della Valtellina.

Storia del santuario

La storia del Santuario inizia nelle trincee di Caporetto e nei campi di prigionia austriaci, dove Don Giovanni Folci maturò l’idea di costruire un tempio votivo per i 70.000 morti in prigionia. Il progetto, condiviso con i compagni di sventura, raccolse numerose adesioni e trovò conferma nell’udienza con Papa Benedetto XV il 23 marzo 1919.

Tornato a Valle, Don Folci iniziò immediatamente la realizzazione: la prima pietra fu posta il 10 luglio 1920 e nel 1921 l’edificio era completato nelle strutture murarie.
Il 27 settembre 1925 venne inaugurato dal Vescovo di Sassari S. Ecc.za Mons. Saba.

Gli affreschi di Nicola Arduino e le opere di Pietro Tavani arricchirono il Santuario con un ciclo pittorico ispirato al tema della prigionia attraverso episodi biblici e storici.
Il 27 settembre 1936 avvenne la consacrazione degli altari e il 30 ottobre 1942 fu proclamato Santuario Eucaristico della Valtellina.

Proposte e attività

Il Santuario del Divin Prigioniero offre diverse opportunità di crescita spirituale per pellegrini, gruppi e singoli fedeli che desiderano vivere momenti di preghiera e riflessione.

La chiesa è aperta quotidianamente per la preghiera personale e l’adorazione eucaristica, mantenendo vivo il legame con Gesù ‘Divin Prigioniero’ del Tabernacolo.

Organizziamo celebrazioni speciali in occasione delle principali festività liturgiche, commemorazioni per i caduti in guerra e momenti di preghiera per la pace nel mondo.
Il Santuario accoglie pellegrinaggi diocesani e gruppi parrocchiali che desiderano conoscere la storia di Don Folci e approfondire la devozione eucaristica.

Sono disponibili materiali informativi e guide per la visita, che illustrano il significato degli affreschi e delle opere d’arte presenti.

Proposte e attività

Il Santuario del Divin Prigioniero offre diverse opportunità di crescita spirituale per pellegrini, gruppi e singoli fedeli che desiderano vivere momenti di preghiera e riflessione.

La chiesa è aperta quotidianamente per la preghiera personale e l’adorazione eucaristica, mantenendo vivo il legame con Gesù ‘Divin Prigioniero’ del Tabernacolo.

Organizziamo celebrazioni speciali in occasione delle principali festività liturgiche, commemorazioni per i caduti in guerra e momenti di preghiera per la pace nel mondo.
Il Santuario accoglie pellegrinaggi diocesani e gruppi parrocchiali che desiderano conoscere la storia di Don Folci e approfondire la devozione eucaristica.

Sono disponibili materiali informativi e guide per la visita, che illustrano il significato degli affreschi e delle opere d’arte presenti.

Richiesta di preghiera

Affida le tue intenzioni di preghiera alla comunità del Santuario del Divin Prigioniero, dove ogni giorno sacerdoti e Ancelle ricordano nelle celebrazioni eucaristiche le necessità e le speranze di tutti coloro che si rivolgono alla nostra intercessione.

Seguendo l’esempio di Don Folci, che nel lager pregava per i suoi parrocchiani di Valle, anche noi vogliamo essere ponte di comunione nella preghiera.

Le vostre richieste vengono affidate a Gesù ‘Divin Prigioniero’ del Tabernacolo durante l’adorazione quotidiana e nelle celebrazioni liturgiche.

Non importa quanto grande o piccola sia la vostra necessità: ogni cuore che soffre, ogni gioia da condividere, ogni speranza da alimentare trova spazio nella nostra preghiera comunitaria.

Richiesta di preghiera

Affida le tue intenzioni di preghiera alla comunità del Santuario del Divin Prigioniero, dove ogni giorno sacerdoti e Ancelle ricordano nelle celebrazioni eucaristiche le necessità e le speranze di tutti coloro che si rivolgono alla nostra intercessione.

Seguendo l’esempio di Don Folci, che nel lager pregava per i suoi parrocchiani di Valle, anche noi vogliamo essere ponte di comunione nella preghiera.

Le vostre richieste vengono affidate a Gesù ‘Divin Prigioniero’ del Tabernacolo durante l’adorazione quotidiana e nelle celebrazioni liturgiche.

Non importa quanto grande o piccola sia la vostra necessità: ogni cuore che soffre, ogni gioia da condividere, ogni speranza da alimentare trova spazio nella nostra preghiera comunitaria.

Visita il santuario

Il Santuario del Divin Prigioniero è aperto tutto l’anno per accogliere pellegrini e visitatori che desiderano conoscere questo luogo sacro nato dalla sofferenza e trasformato in tempio di speranza.
Situato a Valle di Colorina, in provincia di Sondrio, il Santuario è facilmente raggiungibile dalla strada statale della Valtellina.

La visita permette di ammirare gli splendidi affreschi di Nicola Arduino che narrano episodi biblici legati al tema della prigionia, l’Ostensorio realizzato con le medaglie al valore dei soldati e le opere artistiche di Pietro Tavani.
Durante la visita è possibile sostare in preghiera davanti al Tabernacolo, cuore pulsante del Santuario, dove riposa Gesù ‘Divin Prigioniero’.

Sotto l’altare della navata sinistra sono conservate le spoglie del Venerabile Don Giovanni Folci, lì puoi fermarti in preghiera e chiedere la sua intercessione.
Nel caso in cui tu riceva una grazia, ti preghiamo di comunicarcelo tramite l’email donfolci@operadivinprigioniero.it

Via Tamuscia, 6   
23010, Valle di Colorina (SO)

Il Santuario è aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.00

Parcheggio gratuito di 30 posti a fianco del Santuario.

Accesso consentito anche ai pullman.

Il Santuario è completamente accessibile e accoglie tutti i visitatori.

Informazioni e contatti:

Don Ambrogio
Telefono: 0342563632
Cellulare: 3332088179

Al Santuario trovi:

> Bagni
> Bar
> Museo "Il Nido dell'Opera" con bookshop
> Sala per pranzo al sacco

Visita il santuario

Il Santuario del Divin Prigioniero è aperto tutto l’anno per accogliere pellegrini e visitatori che desiderano conoscere questo luogo sacro nato dalla sofferenza e trasformato in tempio di speranza.
Situato a Valle di Colorina, in provincia di Sondrio, il Santuario è facilmente raggiungibile dalla strada statale della Valtellina.

La visita permette di ammirare gli splendidi affreschi di Nicola Arduino che narrano episodi biblici legati al tema della prigionia, l’Ostensorio realizzato con le medaglie al valore dei soldati e le opere artistiche di Pietro Tavani.
Durante la visita è possibile sostare in preghiera davanti al Tabernacolo, cuore pulsante del Santuario, dove riposa Gesù ‘Divin Prigioniero’.

Sotto l’altare della navata sinistra sono conservate le spoglie del Venerabile Don Giovanni Folci, lì puoi fermarti in preghiera e chiedere la sua intercessione.
Nel caso in cui tu riceva una grazia, ti preghiamo di comunicarcelo tramite l’email donfolci@operadivinprigioniero.it

Via Tamuscia, 6   
23010, Valle di Colorina (SO)

Il Santuario è aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.00

Parcheggio gratuito di 30 posti a fianco del Santuario.

Accesso consentito anche ai pullman.

Il Santuario è completamente accessibile e accoglie tutti i visitatori.

Informazioni e contatti:

Don Ambrogio
Telefono: 0342563632
Cellulare: 3332088179

Al Santuario trovi:

> Bagni
> Bar
> Museo "Il Nido dell'Opera" con bookshop
> Sala per pranzo al sacco

Via Tamuscia, 6   
23010, Valle di Colorina (SO)

Il Santuario è aperto tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.00

Parcheggio gratuito di 30 posti a fianco del Santuario.

Accesso consentito anche ai pullman.

Il Santuario è completamente accessibile e accoglie tutti i visitatori.

Informazioni e contatti:

Don Ambrogio
Telefono: 0342563632
Cellulare: 3332088179

Al Santuario trovi:

> Bagni
> Bar
> Museo "Il Nido dell'Opera" con bookshop
> Sala per pranzo al sacco