Dal Fango delle Trincee alla Luce del Vangelo
Quattro anni che cambiarono per sempre la vita di Don Giovanni Folci e, attraverso lui, quella di migliaia di persone. Dal 1915 al 1919, tra guerra e prigionia nel campo di Celle-lager, il giovane parroco di Valle scoprì il volto più profondo dell’Amore divino.
“In quella situazione nulla sapeva di amore” – scrive Don Folci ricordando quei giorni bui. Eppure, proprio nell’assenza totale di amore umano, immerso nel fango e circondato dall’odio, il cappellano militare comprese l’importanza vitale dell’amarsi.
Il Divin Prigioniero Nasce in Prigionia
Fu tra le baracche di Celle-lager che nacque l’intuizione del Divin Prigioniero. Gesù Eucaristico, “prigioniero d’amore nel tabernacolo”, divenne il compagno silenzioso di migliaia di soldati lontani da casa.
“Dal 25 ottobre a tutt’oggi, non una volta ancora ho potuto celebrare il Santo Sacrificio!” – annotava Don Folci nel Natale del 1917. Anche la notte di Natale passò senza Messa, ma non senza Cristo.
Le Due Medaglie di Bronzo
Roma riconobbe il valore di Don Folci con due medaglie di bronzo: “Sprezzante del pericolo, volontariamente si prestò a portare ordini e fu esempio luminoso di carità cristiana, confortando i feriti ed incoraggiando i combattenti”.
Ma il Padre fuse quelle medaglie insieme ad altre di soldati per creare il grande Ostensorio del Santuario. Non per Giovanni, ma per Cristo: “le medaglie all’onore non possono che essere per Dio”.
Un Progetto Nato dalla Sofferenza
Proprio in prigionia maturò il sogno del Santuario. Don Folci volle rimanere nel campo “fino alla fine, fin quando anche l’ultimo soldato non fosse stato liberato”. Da quella fedeltà nacque l’Opera Divin Prigioniero.
Il 30 dicembre 1918, finalmente libero, tornò a Valle con un progetto che sembrava impossibile: costruire un tempio in un paese di 300 anime. Ma aveva imparato che “tutto è possibile con Cristo”.
L’Eredità dei Quattro Anni
Oggi, nel centenario dell’Opera, quei quattro anni provvidenziali continuano a parlare. Ci insegnano che:
- La sofferenza unita a Cristo diventa strumento di salvezza
- L’Eucaristia è medicina per ogni dolore umano
- L’amore gratuito può trasformare l’odio in speranza
- Dio scrive dritto anche sulle righe storte della storia
Come scriveva Don Folci: “Cristo attraverso la croce ha amato pienamente il mondo, ha salvato l’uomo, ci ha fatto scoprire il vero sentimento che Dio ha per ciascuno di noi!”
Il Santuario del Divin Prigioniero a Valle di Colorina è aperto per visite e preghiera. Un luogo dove, come voleva Don Folci, “i vivi pregano per i morti e i morti intercedono per i vivi”.
Per informazioni: donfolci@operadivinprigioniero.it | Tel. 031305300


